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Spaces home “…Nel mondo mutabile e l...PhotosProfileFriends | ![]() |
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August 01 ...Tutto lo scibile umano, o qualcosa meno July 10 EVENTIAncora tra palco e Realtà Concerto Ligabue 2008 Data. 18.07.08 Direi: appuntamento alle 18.00-18.30 a casa di chi abita più vicino alla zona Tiburtina (che è di strada). Sono d'obbligo magliette a tema, plaid, borse frigo modello Woodstock, e...rutto libero! June 07 ...Già che ne abbiamo fatti 30, facciamone 31! Ovvero: Drink a mole together! (Beviamo una talpa assieme!)
La notizia è arrivata questa sera, al momento della festa di compleanno, mentre tutti si affrettavano a brindare col “mirto”, ecco che ci ha abbandonato. Questa volta definitivamente. Non è stata una fine improvvisa, già da giorni vivevamo la cronaca di una morte annunciata. Qualcuno sperava potesse accadere dopo il ritorno da Siviglia, ma malgrado condizioni altalenanti e momenti che facevano sperare una ripresa, il verdetto è stato emesso con implacabile freddezza ed ineluttabilità: “Nessuna foto presente”…e la mia fotocamera ha reso l’anima a Dio il giorno del mio 31° compleanno. Iniziò ad Alghero, sulla lunga scala verso le “grotte di Nettuno”, non scattava quando volevo ma sempre quando non doveva, e poi 100 foto e più nella stanza dell’albergo (bastarda!). Si pensava fosse solo un po’ di agorafobia. Poi tornava in se e riprendeva la sua vita, dando le soddisfazioni di sempre, ed infine: il nulla, anche in ufficio, anche al chiuso. I colleghi, stretti attorno, in una giornata di festa e di lutto l’hanno presa, l’hanno adagiata dove avrebbe potuto riposare, e dopo un attimo di raccoglimento: "SE SEMO FINITI MIRTO E PASTARELLE!!!!!"
In memoria di una fotocamera sempre in prima linea e dedita al suo dovere (vediamo quanti capiscono cosa c'entra il video)
May 13 ...Ciò che
l'uomo chiama disgrazia, l'eroe chiama avventura.
Scendo
le scale, percorro il vialetto. A sinistra le aiuole. A destra il prato all’inglese,
la palma e una fontana con tanto di pesci rossi e gatto che li fissa con
intenzioni poco rassicuranti. Esito nell’aprire il cancelletto rigorosamente
rustico della casa in cui vivo ma che non m’appartiene. Anche se il sole mi sta
scaldando la pelle e l’aria è fresca, ho la sensazione che al di la della linea
che divide il vialetto dall’asfalto, qualcosa di imprevisto mi stia aspettando. March 05 ...Non importa nient'altro ...Chissà, forse prima o poi imparerò anche io, per ora conosco solo i miei limiti... February 04 ...Autorizzazione a procedere Spengo
l’auto sul finire di un pezzo jazz e raccolgo le ultime energie per trascinarmi
dentro casa. Una volta immaginavo di vivere in un noir. Rientrare di notte e
lasciarmi dietro una dissolvenza in nero che chiudeva scene e giornate,
sfumando sulle note di Fade to black dei Dire Straits. December 15 Panella, questa sconosciuta. Odio le feste, il Natale soprattutto, che vede sciamare frotte di “Uomini di buona volontà” come piccole api operose per mettere qualcosa sotto l’albero e le proprie coscienze a posto. A dire il vero non esulto neppure per il mio compleanno. Ma d’altra parte ognuno ha il diritto di rovinarsi la vita come vuole. Il primo anno a Roma ha sconvolto il mio immaginario, ed in maniera sostanziale, la differenza nel modo di vivere le feste. Io, straniero in terra straniera, non ero solo costretto ma avevo addirittura l’obbligo morale di trovare una scappatoia alla solitudine quella notte del 7/12 (voglio ricordare che l’8/12 si festeggia L’immacolata concezione). La sorpresa fu vedere che per tutti non era che una sera come le altre. Ma a Palermo sarebbe stato un sacrilegio: “Come, “la notte della Madonna” vai in giro invece di restare in famiglia a far la prima “Nottata” delle feste Natalizie?” D’altra
parte non si può scappare dalla propria natura, e per il palermitano, per
quanto atipico, c’è un principio che non ammette violazione: Se dovreste mai trovarvi un “velociraptor” vivo e vegeto davanti ai vostri occhi e credeste di trovarvi al cospetto all’anello più alto della catena alimentare vi sbagliereste, è il palermitano che occupa quel posto di diritto. Anche perché un velociraptor non riuscirebbe a digerire tanto fritto. Ma in fondo “la madonna” non è che una semplice riunione di famiglia a base di pizza e sfincione. La tradizione assume proporzioni addirittura globali il 13/12, Santa Lucia, giorno in cui l’intera Palermo partecipa all’usanza di astenersi dal mangiare pane, pasta e i comuni alimenti (non certo per credo religioso quanto per peccati di gola) Parentesi
storica: Così la
giornata si articola con questa successione temporal-gastronomica: E siamo
finalmente giunti al punto focale del post: LA
PANELLA Definizione: Le panelle sono delle frittelle
di farina di ceci, accompagnato spesso dai cazzilli (crocchette di patate). Preparazione: Ricetta per 4 palermitani: November 08 2 Novembre: Il giorno della NONNA Mi osserva dal terzo piano. Non
li vedo, ma sento i suoi occhietti seguirmi in lontananza. Scodinzola quasi,
per l’attesa. Perché “Nonna Puffa”? Quest’anno sono 94! October 07 Come lacrime nella pioggiaProvo ancora quella melodia. E'
dolce e trascinante. Sembra quasi spingere attraverso le dita, le mani, tutto
il mio corpo per poter vivere attraverso me e realizzarsi, esistere. Mi
trascende e permea. Mi perderei in essa, se solo non fossi io a suonarla. Le
dita pasticciano sulla tastiera, toccano corde che non avrebbero dovuto,
spezzando la fluidità di un arpeggio. Poi, al di la della stanza, oltre la
finestra, la pioggia. È una festa di armonici, è ritmo, ogni goccia una nota,
tutte assieme un concerto e quel suono trasporta la mente come le foglie secche
per un rivolo giù per un fossato. “Che hai?” “…” “Perché non parli?” “Non ho nulla da dire.” “Ce l’hai con me?” “Lasciami in pace.” “Ce l’hai con me!” “No! Ora lasciami in pace, lasciami solo.” “Ce l’hai con me perché sto prendendo il tuo posto, perché ti ho allontanato dai tuoi amici e ti ho fatto tagliare i ponti con la tua famiglia.” “Non sei tu, ed ora falla finita!” “Non compiangerti, lo sapevi fin dall’inizio che sarebbe finita così. Di chi è la colpa? Ti sei illuso di poter scappare dall’inevitabile. Avresti dovuto imparare, ed invece, hai continuato a commettere lo stesso errore. Quante persone possono vantare di aver realizzato i desideri solo perché l’hanno voluto veramente? È stata la tua maledizione. Ricordi quando hai desiderato un’assoluta liberta? Certo che lo ricordi. Per quanto tempo sei rimasto solo, e quanto tempo per ovviare a quella leggerezza di valutazione? Due anni mi sembra, due anni senza aver nessuno con cui passeggiare, confidasi o solo parlare. Non era stata neanche la prima volta. Per ultimo hai deciso che non eri fatto per questo mondo. Cambiare atteggiamento lo capisco, ma cambiare personalità, sembra eccessivo persino per me. E nel dirlo vado contro i mie stessi interessi. Uno pensa di realizzare un desiderio e risolvere i problemi, invece è proprio allora che cominciano i guai. Come se, per completare un castello di carte, togliessi una carta dalla base. Sconvolgi l’ordine predefinito, e ti cade tutto addosso. È naturale. Entropico direi. Già, i desideri non sono mai come te li aspetti. E tu, da essere umano limitato quale sei, non hai potuto valutarne tutte le infinite variabili. Sono miracoli imperfetti. Ora ti senti sprofondare in un abisso, nella parte più profonda di te stesso. Non farla tanto drammatica, ci sono stato fino ad ora e non ci si sta poi tanto male. Oddio, non è nemmeno un villaggio Valtur, ad essere sinceri. Consideralo così: ti stai prendendo una lunga vacanza. Una vacanza in cui puoi guardare solo la TV, o spegnerla, se vuoi. Niente più, niente meno. “Non è questo, è che…” “Non dirmi che hai rimpianti? Hai sempre vantato la presunzione che semmai fosse finita, non avresti avuto rimorso per quello che non avresti più potuto avere. Non puoi frenare una caduta dopo esserti lanciato da cinque mila metri. Mi stupisci, c’è sempre da imparare da te. Credevo di conoscerti meglio di te stesso. Che poi è quello che sono!” September 11 Notte Bianca 2007Memento di me
stesso 08/09/07 -
23.50 Lo definisco istruttivo. Come un’interrogazione andata male. Perché, anche se brucia, anche se amareggia o infastidisce, si comprende la propria ignoranza. Si comprende che dalla gente, da quella “umanità varia ed eventuale” che trovi appena superi qualunque angolo di questa città eterna, c’è sempre da imparare. E che rinfrescare la memoria, su cose che già so ma a cui non do la dovuta importanza, non fa male. Se ne esce consapevoli di se. Consapevoli degli altri, e di quella parte di se che rende consapevoli degli altri. Mi sento come un asso di coppe in un mazzo di carte da poker. Che poi è quello che sono, e che so di essere ma che dimentico e mi tocca ricordare. Mi rivolgo al
Lercio e gli faccio notare: Il maestro
intona “La cura” e sembra di stare a San Pietro durante la messa. Mi volto ed
una tipa con le mani giunte recita la preghiera con voce monotòna e sguardo
perso, come stesse recitando il rosario con la promessa di espiare peccati e la
faccia di chi non la manterrà.
“Shock
in my town
Il Lercio mi
confessa che per lui Battiato è troppo avanti, non riesce a stargli
dietro: Io sono
quello sbagliato, io sono l’eccezione, il clandestino, l’alieno, un’aberrazione
del comune modo di essere. Sono per l’autodistruzione, un suicida. Sono
invidioso della loro umanità. Quella che ho solo in apparenza. Sono invidioso di
quello che loro posseggono per eredità genetica, che gli è dovuto per il
semplice fatto di esistere e che a me non spetta. La cosa non sarebbe neppure un
gran problema se solo non fossi pure orgoglioso di questa natura. July 29 Peristalsi gastrica per lupi latenti
Osservo stucchevoli maschere di falsità ed ipocrisia: dagli sguardi languidi e dalle compiaciute espressioni di appoggio artefatto per dar sollievo a piccole coscienze di seconda mano, qualora se ne trovassero di nascoste.
Annuso la frivolezza di un infetto capriccio di costume, ed il fetore di un fastidio cancerogeno di livello cutaneo nemmeno buono a concimarvi la terra.
Ascolto inconsistenti concetti farciti di mediocrità che non valgono il fiato sprecato per esporli. Il blaterare che da un nuovo significato al concetto di inquinamento acustico. Che si confonde con un urlo che mi lacera le budella per la voglia di vomitargli contro. Un conato fatto di risentimento e veleno.
Pondero che ogni carnefice meriti le stesse pene inflitte alle sue vittime. Ricambio con divagante sarcasmo la loro corrotta autenticità. Imbottisco orazioni guarnite da capolavori in materia fallica, sia nei termini che nei contenuti, dando al discorso e agli interlocutori il peso che è giusto attribuirgli. Mi chiedo se non sia portatore sano di quello stesso virus.
Giorno dopo giorno osservo quell’entità subnormale che urla, scalcia e si dibatte come un ossesso in crisi che ringhia contro il riflesso delle sue stesse deficienze ed incapacità. Tutto attorno a se è causa ed effetto della sua stizza che non risparmia nemmeno chi gli è vicino. Constato con naturalezza che ormai la cosa non mi tange e che non ne provo compassione nemmeno dal più piccolo anfratto del mio essere. Con un pensiero fatalista direi che la cosa prenderà la strada dell’inequivocabilità degli eventi, malgrado tutto e malgrado tutta la bile che possa secernere il mio fegato. June 30 IO, IL LERCIO, I VETRI E L'ARIA CONDIZIONATA
Roma-Napoli uscita Monte Porzio Catone, 11:00 del mattino, temperatura 39°, tasso di umidità del 50%. Ormai ho un tic nervoso: le dita della mano destra giocherellano di continuo sui comandi della radio posti al volante. Infatti non ascolto nulla, sento solo frasi spezzate di DJ che intervallano commenti banali a canzoncine ancora più mediocri. Freno e mi sveglio da quella trance digitale. Resto su quella stazione e un conduttore col nome da fumetto e con una voce intensa ed esperta continua in suo programma: <<…temperature ancora al di sopra delle medie stagionali. A Palermo certe zone sono restate senza luce…>> -Vergogna, sempre a farci riconoscere! Il palermitano: la fonte di ogni male!- penso. <<…perché in fondo le città sono come grandi condomini, se c’è un sovraccarico è normale che salti tutto. Senza considerare che oggi oltre a tutti i condizionatori e ventilatori vari anche PC accesi 24 ore su 24 a scaricare questo mondo e quell’altro, Play Station, console e alimentatori per assicurarne la funzionalità a qualsiasi ora del giorno e della notte…>> Avrei potuto pensare al problema del riscaldamento globale, al problema del risparmio energetico. Invece: <<Ma porca putrella in croce! come razzo è possibile che il massimo della vita oggi sia quello di starsene a giocare alla Play Station? Ok, sono strano, ma basta andare indietro di appena 10 anni, non ere geologiche, quando non c’erano telefonini ne Internet, gli interessi erano altri, ci bastavano, e se non c’erano li inventavamo. Far finta di suonare con gli amici. Non avevi un mezzo di locomozione? Allora lunghissime passeggiate chiedendoci se “il problema ontologico potesse essere risolto in maniera dualistica”. Troppo caldo? Grandi scorpacciate di gelati. E la linea? Ma quale linea, con tutti i chilometri che macinavamo smaltivamo questo ed altro. Una vota siamo entrati in una proprietà privata e ci hanno sparato dietro – oddio, sul fatto che ci abbiano sparato dietro non ne sono del tutto certo, ero troppo impegnato a correre per vedere dove stessero mirando, ma non era questo il punto-. Gli appuntamenti erano quelli. Senza cellulari chi c’era c’era e chi non c’era non c’era. Si diceva:”Appuntamento è fino a mezz’ora!” e poi s’andava. E le notizie arrivavano quando dovevano arrivare, senza pensieri che ti rovinavano la giornata. O lunghe attese davanti ad un cellulare causa di tanti problemi esistenziali. Partivi per un viaggio e quando arrivavi sapevi. Una volta lo preferivo perché era tutto più semplice, oggi perché più comodo. Una volta lo preferivo perché rappresentava l’innata capacità umana di resistere ai fenomeni naturali senza mezzi artificiali, e l'affermazione delle sue potenzialità psico-fisiche>>. Mi scoccio, spengo la radio, metto un CD e non ci penso più. Direte voi: “E che c’entrano: il lercio, i vetri e l’aria condizionata?” Semplice: il lercio mi precedeva sigillato sulla sua Lancia Y (altrimenti detta: la Proto Zora). In cerca di una fantomatica autofficina per rimediare a due inconvenienti che stavano provocando un effetto “Pentola a Pressione” nella suddetta auto e mettendo seriamente a rischio la sua vita: mettere a posto gli alza cristalli elettrici, ormai definitivamente bloccati con i vetri chiusi, e l’aria condizionata sfasciata. June 23 Fedele compagna di tante notti: L'insonniaSul comodino ho un libro. Sotto ne ho un altro, non mi piace rimanere impreparato qualora lo dovessi finire. Torno a casa dall’ufficio alle 23:45 che mi sento un chiodo piantato in testa. Sarà la fame, sarà il continuativo fruscio dei sonagli di alcuni serpenti che chiamo colleghi, sarà che dopo due giorni in ufficio con l’aria condizionata fuori uso e circondato da 17 PC mi sentivo essiccato come un baccalà, e sbattuto come un tappetino. Neanche a dirlo e sono a letto, a questo punto lascio immaginare le bestemmie quando m’accorgo di aver dimenticato il cellulare in auto. Dopo aver scomodato tutti e 366 santi del calendario (il 2008 è bisestile ed anche S.Giusto è stato messo in mezzo), torno al programma che m’ero prefisso. Spavaldo e sicuro di un sonno certo prendo tra le mani il libro: Erich Fromm, Avere o Essere? “Non posso fallire!” - m’illudevo. Leggo 10 pagine e mi convinco di aver raggiunto la saturazione, spengo luce e saluto il mondo. Con entrambi gli occhi "in riserva" vedo susseguirsi: 00:56, 1:45, 2:40, 4:10, 6:55! Inizio a immaginare nuovi metodi per assumere valeriana, dai più comuni, passando dall’idea di fumarla, fino ad ipotizzare un metodo di assunzione per osmosi. Mi fa visita con periodicità ed ormai da 5 anni è la mia amante più fedele. È una compagna viziata che raggiunge sempre il suo scopo. La conosco bene la storia, tanto vale rassegnarsi. Preferisco occupare il tempo più produttivo: stirare, imparare una nuova lingua, scrivere, far modellismo, dipingere, pulire l’argenteria, le opzioni potrebbero essere infinite. Continuo a leggere. “Da domani lavoro di notte, e nessuno può lamentarsi” Buona notte a tutti, e se l’insonnia vi accompagna, ecco la mia ninnananna: http://www.youtube.com/watch?v=v-gwe9LzUkY June 07 30 anni di ...sollecitudine!30 di questi giorni, ok, mo basta però, sto bene così...
30
300
3000
non importa...
non è la data a fare il GIORNO, ma il GIORNO che fa la data..
Forse non avevo neppure due anni, se di un giorno importante si può parlare, questo è tutto quello che so...il giorno più importante...quello che dovevo fare, l'ho fatto!
Cresciuto troppo tardi e tutto assieme?...per quanto mi riguarda, ora torno in dietro e mi faccio tutte le tappe intermedie, mi fermo e mi faccio quattro risate...
Quello che sono, è nato molto dopo!
"I giorni indimenticabili nella vita di un uomo sono 5 o 6. Il resto, fa volume!"
Born to be wild: http://www.youtube.com/watch?v=v-073rIldKs&mode=related&search= May 27 Manuale di sopravvivenza per fratelli-coinquiliniOvvero: Chi sa perché capitano tutte a lui! Durante l’infanzia è più semplice, non hai obblighi ne pensieri, in cambio di una sufficienza sulla pagella, mamma e papà ti danno i soldini e pensano a tutto, vitto e alloggio gratis e per ogni imprevisto sai a chi chiedere aiuto. Quando cresci e ti allontani da casa sembra che le cose da fare siano sempre troppe, e quando sei troppo sotto stress qualsiasi commento dei tuoi genitori diventa insopportabile. A quel punto aver un fratello con cui poter esorcizzare la cosa e sfogarsi dei tuoi problemi e di quelli psicologici che ti provocano i tuoi genitori pensi sia una gran cosa. Ed è in quel momento che si fa strada dentro di tè un pensiero, che al contempo è anche la più grande cazzata da quando l’uomo ha inventato la famiglia: “…mmm, certo che se mio fratello venisse a vivere con me sarebbe spettacolare!” Quindi gli trovi il lavoro e gli dici: “…e che problema c’è? Vieni a vivere con me!” A quel punto l’hai detto! La frittata è fatta! Non puoi più tornare indietro, ti sei messo nei guai da solo, e non puoi prendertela con nessuno, solo con te stesso! La tragedia ha inizio. Ti aspettavi di vivere in una situation comedy alla Friends ed invece la sensazione è quella di un film horror alla Nightmare o L’invasione degli ultracorpi! Ha inizio un effetto domino che potrebbe rovinare definitivamente la vostra vita: relazioni fallimentari con l’altro sesso, incidenti stradali, clonazioni di bancomat, faide familiari e esclusioni testamentarie, acqua che diventa sangue, pioggia di rane, pidocchi, psoriasi, campi invasi da cavallette ed altre piaghe. Quindi, regola numero 1: Mai trovar lavoro e/o ospitare il proprio fratello (o sorella) in casa con voi! Se avete rispettato o rispetterete questa prima regola potete anche fermarvi qui con la lettura avete risolto il problema principale sul nascere. Ma nella vita niente va mai come si vorrebbe. Quindi, vuoi per noia, vuoi per distrazione, vuoi per ignoranza, o per troppa ingenuità, può darsi che non si sia rispettata la regola n°1. A questo punto bisogna, per così dire, farsi terra bruciata attorno, ovvero prevenire situazioni contingenti che potrebbero contribuire a creare o peggiorare quello che è già o potrebbe divenire disastroso. Prima di studiare il problema in se e per se, bisogna però capire le cause dello stesso e da dove proviene. Poiché il problema è “un fratello” ne consegue che l’origine è “la famiglia”. Scatta quindi l’operazione:”Cose di casa Nostra” ovvero: Non vedo, Non sento, Non parlo:
Tutte cose che oltre a far alzare la pressione comportano un notevole dispendio di tempo ed energie psico-fisiche;
Quindi, regola numero 2 : (”Cose di casa Nostra” ovvero: Non vedo, Non sento, Non parlo) Mai far troppo caso ai problemi causati dal fratello, mai far troppo caso a quello che dicono i familiari, (ma soprattutto) mai sfogarsi con i genitori degli impossibili guai che il loro bambino preferito causa. Se rispetterete questa seconda regola rinvierete di qualche mese i primi segni di squilibrio mentale. A questo punto conveniamo insieme che: nessun impegno è tanto oneroso se si pensa che si sta facendo per la nobile causa di mantenere la pace familiare e la causa di ogni male è la famiglia! |